venerdì 2 ottobre 2015

Da New York a San Francisco






Lascio New York nella consapevolezza che un giorno ci tornerò. Mi è piaciuta proprio tanto, tra i suoi casini e il mio stare con il naso all'insu'. Tra la difficoltà per imbarcarsi all'aeroporto e la concreta possibilità di perdere il volo a causa di un'autista demente. Questa è New York, ma niente mi farà dire che non ci tornerò. Il nostro volo per San Francisco, parte con un leggero ritardo, fortunatamente direi, ma all'annuncio già avevano precisato che il tutto sarebbe stato recuperato durante il volo. Un volo che dura sei ore e ci porta a passare da un fuso orario di sei a nove ore dall'Italia. I sedili dell'American Airlines sono più comodi della British. Alla fine tra foto dal finestrino di cose che non ho capito cosa siano, forse invasi di acqua piovana, un sonnellino e una chiacchiera, il tempo passa.

Atterriamo a San Francisco in orario. Aeroporto che nulla a che vedere con il JFK, molto più a dimensione umana. Come lo è sicuramente San Francisco.  La temperatura è differente rispetto al mattino a New York. L'aria è più fresca, si sente il vento dell'Oceano. Serve un giacchetto. Ma è solo una serata un po più fresca. I giorni successivi saranno da allerta meteo per il caldo. Certo questi autisti di pulmini sono tutti un po particolari. Il nostro rideva continuamente da solo. Si è sbagliato e ci ha portato a d un albergo diverso da  quello prenotato. Prontamente avvisato ha continuato a ridere e alla fine ha azzeccato la destinazione. Omni Hotel, uno spettacolo di albergo. Abbiamo scelto veramente bene.
Scaricati i bagagli, siamo andati a cena in un ristorante spagnolo sito nelle vicinanze e prenotato in precedenza.
Da domani siamo pronti a visitare questa città, che non deluderà nulla di quanto ci avevano detto.