venerdì 16 febbraio 2018

"Totò Genio" - Museo di Roma in Trastevere - Piazza S. Egidio, 1/b - 00153 Roma

E' un bel pomeriggio romano, il sole scalda la città. Dopo aver scoperto Don a Trastevere e preso un caffè al bar San Callisto, ci dirigiamo nel luogo , che fin dal primo momento, era il nostro appuntamento da non perdere, anche perché tra una settimana non ci sarebbe più stato.
Parlo della mostra dedicata al grande Totò. Si trova al Museo di Roma, in Trastevere.
Se sei nato a Roma e possiedi, tra le altre cose, un abbonamento metrebus, il biglietto costa 7 euro e 50 centesimi.
A cinquanta anni dalla sua comparsa, viene reso omaggio a uno dei più grandi artisti del panorama mondiale.
C'è molto di personale in questa mostra. Forse è meglio dire c'è molto di privato. La sua vita di attore e non solo. Il suo matrimonio, la sua nuova vita e la morte da concubino.
I suoi rapporti con gli artisti dell'epoca. Le toccanti parole di Pasolini e Peppino de Filippo.
La cecità che lo ha colpito proprio mentre recitava sul palco e in quel
preciso istante era presente, solo a causa di una sostituzione per infortunio, l'amore della sua vita, cioè Franca Faldini, che rimase con lui, fino alla sua morte datata 1962. Furono quindici anni intensi, dove Totò faticò non poco prima di riuscire ad avere la totale fiducia di lei. Purtroppo persero anche Massenzio, il figlio perì durante il parto. E lei stessa, rischiò la sua vita.
Nei suoi trenta anni di cinema, ha interpretato ben 97 film e quasi tutti da protagonista.
Per ciò che concerne il teatro, sono presenti i suoi più importanti abiti di scena.
Durante il percorso della mostra, ci sono vari video che narrano le gesta artistiche più importanti del Principe Antonio de Curtis. La poesia "'A livella", mostra anche l'arte nel saper scrivere poesie.
Nella sua vita, il titolo nobiliare fu cosa molto importante. Nel 1933 iniziò a rivendicare la sua appartenenza ad un ramo dei de Curtis,
precisamente dei Ferrazzano. La causa di riconoscimento durò fino al 1951, anno della sua vittoria. E proprio in ragion di questa vittoria, fece erigere la cappella gentilizia, ove tutt'ora riposa.
Queste sono solo alcune delle cose che si possono trovare nel percorso della mostra. Una mostra che vi impegnerà per circa 90 minuti. Con le sue foto, i suoi audio, i disegni e le pubblicità da lui interpretate.
Oltre alle varie notizie sulla sua vita di tutti i giorni.

giovedì 28 dicembre 2017

Ristorante "Borsari 36 " - Corso Porta Borsari 36 - 37121 - Verona

E' l'otto dicembre. Il freccia rossa ci ha lasciato da poco in stazione. Il tempo di posare i bagagli ed eccoci pronti a trovare il nostro luogo per il pranzo. Verona è una città elegante, l'albero di Natale è molto bello. Le luminarie arredano con gusto il salotto della città. Ora ci troviamo nel centro della città scaligera, Via Borsari. Il civico è il 36. Siamo un pò titubanti se entrare, perchè non sembra l'ingresso di un ristorante. Sarà invece l'ingresso di un luogo che ci lascerà a bocca aperta. Probabilmente non siamo vestiti nella maniera migliore per tale location, ma siamo turisti arrivati da Roma, senza avere nessuna idea del luogo.
Si entra al civico e ci si trova in un  cortile, che immagino nel periodo estivo sia sfruttato in maniera differente. Da una parte l'ingresso dell'hotel Victoria , di fronte il ristorante.
Entriamo e capiamo subito di essere entrati in un luogo che non ci deluderà. Lasciamo i nostri giacconi al personale preposto e ci accomodiamo al nostro tavolo.
Una musica di sottofondo accompagna l'ambiente ovattato della sala.
La cucina è a vista e la cosa mi piace molto. Mi piace vedere con che maestria e serietà preparano e impiattano le pietanze.
Ordiniamo da bere, un'acqua mossa e una ferma. Ordiniamo anche le nostre portate, ma prima di esse arrivano una serie di finger antipastini molto graditi, accompagnati da una bevanda alla caprese.
Anche la zuppa di zucca era veramente buona.
L'ambiente aiuta la conversazione. Però io rimango a guardare con occhi incantati quella cucina a vista.
E vedo come viene creato il mio uovo di Paolo Parisi all'amatriciana. E' quasi un peccato romperlo. Ma il gusto è veramente superiore. Mai avevo provato un piatto del genere.  Il pane nel rosso dell'uovo
accompagnato con il guanciale croccante è qualcosa di unico. Qui si mangia anche con gli occhi.
Le porzioni sono giuste.
Come gli gnocchi di baccalà, peperoni e olive nere.
Sarà che io adoro il baccalà e questo piatto li esalta nella loro interezza. I sapori si sposano nella maniera migliore.
Ci siamo dilungati perchè siamo stai veramente bene. Siamo rimasti solo noi e vedere con che cura viene pulita la cucina e si iniziano a predisporre i prodotti per la cena, da il segnale di quanto ci si trovi in un luogo top. Da stella Michelin? Questo non lo so, non sono in grado di poter fare questa valutazione. Ma forse la cosa più importante è che il cliente esce soddisfatto e con il sorriso. E noi ci usciamo.
Per ultimo ci viene servito un dolce. E il conto, in linea e giusto con quello che abbiamo mangiato e con il servizio offerto, ci viene presentato dentro una pentola mini.

 

mercoledì 20 dicembre 2017

Napoli sotterranea - Piazza San Gaetano 68 - 80138 Napoli


C'è un modo diverso di conoscere e guardare la città partenopea. Ed è quello di vederla nelle sue fondamenta. Vederla a 40 metri di profondità, andando indietro nel tempo e arrivare fino ai giorni nostri.
I primi scavi risalgono a circa 5000 anni fa. In data successiva furono i greci a entrare prepotentemente nella storia sotterranea, portando via molto tufo per la costruzione dei templi.  E facendo questo ebbero modo di costruire molti ambienti, che utilizzarono come ipogei funerari. Il primo in assoluto fu trovato sotto la chiesa di Santa Maria del Pianto.
Il loro intento, poi portato a termine, era quello di costruire, con tutto il materiale tufaceo prelevato, la
città di Neapolis.
Gli scavi proseguirono con i romani, che unirono i vari ambienti con delle gallerie dando luogo ad un importante acquedotto.
Intanto la superficie della città e il numero degli abitanti cresceva e allora quell'acquedotto non bastava più. Cosi grazie ad un facoltoso personaggio, detto il Carmignano, si poté costruire un nuovo acquedotto.
L'epidemia di colera del 1884, che causò migliaia di morti, fu la causa della chiusura dell'impianto nell'anno successivo, in quanto la permeabilità del tufo, fece infettare anche le acque del sottosuolo.
Da allora furono interrotti tutti gli scavi e scemò anche l'importanza di questa opera fluviale.
Ma con la seconda guerra mondiale, venne riscoperta l'importanza di questa città sotterranea, infatti gli ambienti fungevano da valido scudo contro i bombardamenti. E rivestì una grande importanza anche durante le quattro giornate di Napoli.
Purtroppo molti luoghi non possono essere visitati in quanto ormai coperti totalmente da detriti.
La visita dura circa 90 minuti ed è accessibile da tutti. C'è solo un tratto che viene definito "facoltativo", per chi soffre di claustrofobia, in quanto si cammina, con una candela in mano, in cunicoli stretti e talvolta bassi.
Durante la visita, è possibile vedere  gli orti ipogei,  dove vengono coltivati, in particolari condizione climatiche, piantine di basilico. Crescono solamente grazie all'alto tasso di umidità.


martedì 7 novembre 2017

Basilica di San Miniato al monte - Via delle Porte Sante 34 - 50125 Firenze

E' complicato non rimanere a bocca aperta. Tanta bellezza e tanta arte solo in Italia la puoi ammirare. Firenze è una città stupenda. Ben tenuta. Ogni angolo racconta qualcosa di diverso, racconta la storia e la sua architettura.
Talvolta non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo. Roma è unica, come Firenze. Ma solo quando le vedi con gli occhi del turista riesci veramente a capire quello che hai sempre sotto gli occhi, ma non riesci mai a apprezzare.
Una di queste bellezze, è sicuramente la Basilica di san Miniato, che si trova in uno dei luoghi più alti del capoluogo toscano. E rappresenta uno dei migliori esempi dell'architettura romanico fiorentina e la sua stupenda facciata ne è un esempio. Costruito tra XI e XIII secolo, l'esterno della Chiesa di San Miniato è decorato con marmi verdi e bianchi che formano disegni geometrici.
La vista che si gode dall'esterno della Basilica è mozzafiato. Tutta Firenze si vede da qui.
La Chiesa prende il nome dal santo che secoli fa fu  il primo martire di Firenze, e viene descritto come un principe armeno o come un mercante greco che era in pellegrinaggio a Roma.
 All’interno della chiesa si trova uno stupendo pavimento in marmo, con la raffigurazione dello zodiaco e una cripta sottostante, dove si ammirano curiosi capitelli romanici.
Qui si vede che prevale l'ispirazione classica, infatti a separare la navata centrale da quelle minori ci sono colonne con capitelli corinzi.
Le pareti laterali sono ricche di affreschi  Il pavimento della navata centrale è ad intarsio marmoreo con motivi geometrici e zoomorfi, fra cui la ruota dello zodiaco (1207) anche questo simile a quello del coevo Battistero.
 Nel chiostro troviamo  un contributo del pittore Paolo Uccello i resti degli affreschi delle Scene della vita dei Santi Padri (1440 ca.), dipinti nella loggia superiore
Durante i giorni feriali è sempre possibile visitare la basilica poichè le messa sono celebrate nella cripta (durante le celebrazioni si deve comunque rispettare il silenzio) invece nei giorni festivi le visite sono interdette dalle 10.00 alle 12.30 poichè le messe sono celebrate nel corpo centrale della basilica.
Il cimitero monumentale, davanti e dietro la chiesa, ospita le tombe di molti personaggi illustri, tra cui Carlo Lorenzini (Collodi), l'autore di Pinocchio e quella del regista teatrale Franco Zeffirelli.

venerdì 29 settembre 2017

Suite San Michele - Bed and Breakfast - Via Dante Alighieri, 32 - 52043 Castiglion Fiorentino (Ar)

Ci troviamo in Toscana, esattamente in provincia di Arezzo. Da Roma sono poco più di due ore di viaggio. Uscito dall'Autostrada la visuale  cambia, le colline danno un dolce senso al panorama. Il verde ti rilassa. Castiglion Fiorentino è a un tiro di schioppo. Quando ho prenotato non ho avuto dubbi nello scegliere la location. Parcheggiamo e con cinque minuti di camminata ci troviamo di fronte all'ingresso del nostro b&b. Siamo in pieno centro storico. Non
c'è nessuno. Chiamo un numero di  cellulare e mi risponde una squillante voce femminile, che successivamente avrà anche un nome, cioè Sonia. Mi spiega che di li a poco sarebbe arrivato il suo papà ad aprirci. Nel frattempo mi chiede cosa desideriamo per la colazione, dato che la scelta verte tra tre tipologie. Io vado per le salata, fatta con prodotti dell'orto, affettati e formaggi locali. Carla va sul classico, cioè il dolce. Sempre telefonicamente mi da un accenno sulla storia di questa palazzina restaurata nel 2015. Per esempio la nostra stanza, la Suite Bocciolo di Rosa, veniva  usata per essiccare il tabacco. Nel frattempo prenoto anche la zona benessere.
Arrivati entrambi i genitori, ci mostrano la nostra stanza e ci danno le chiavi di ingresso.
La stanza è proprio bella, ha anche un piccolo affaccio sulla via sottostante. La pulizia regna sovrana.
E' arredata con gusto e non manca un utile bottiglia di acqua.
La colazione è semplicemente fantastica. La tavola apparecchiata basterebbe a saziarti. I prodotti sono freschi e di qualità. I pomodori dell'orto sono tutto un altro mangiare. E poi c'è talmente tanta roba che equivale a un pasto completo. Tutto talmente ottimo che ho assaggiato anche la colazione di Carla.
Certo che la zona benessere è veramente bella e rilassante. E' esclusiva per due persone. Bagno turco, sauna , mini piscina idromassaggio e zona relax con poltrona e tisana. Pure un dolcetto troviamo. E' la chicca del b&b. Un piccolo angolo di pace e di benessere.
E in tutto ciò si trova anche la  disponibilità, la gentilezza e  la presenza dei proprietari. Sonia ci ha indicato alcuni luoghi da visitare in zona, direi che l'Eremo Le Celle a Cortona, è stato proprio un suggerimento molto interessante e valido.
Veramente una bella vacanza, un posto ideale dove trascorrere e festeggiare venticinque anni di matrimonio.

mercoledì 20 settembre 2017

Silla's Bistrò - Corso Italia 64/A - Castiglion Fiorentino - Arezzo - Italia

La giornata è stata interessante e rilassante.  Mattino a Cortona, giro in città, ma prima visita all'Eremo di san Francesco e poi alla Basilica di Santa Margherita. Purtroppo il tempo un pò piovigginoso non ha reso la visita a Cortona molto simpatica. Pomeriggio molto rilassante alla Spa, per cui rimaniamo in zona e decidiamo di prenotare, dalla sera precedente, al Silla's Bistrò.
Nonostante sia venerdì sera non c'è molta gente. E' anche vero che noi arriviamo abbastanza presto.
Il titolare ci accoglie con molta gentilezza. Fa decidere a noi dove accomodarci, peccato che la terrazza sia chiusa a causa del brutto tempo. Ci mettiamo nella saletta interna.
Il locale è molto curato, con una particolare tovaglietta che porta questa dicitura: "le persone che amano mangiare sono sempre le persone migliori". Niente di più vero.
Non so, ma ho avuto subito l'impressione che la serata sarebbe stata molto positiva dal punto di vista culinario.
Il titolare ci offre un bel prosecchino e ci porge il menù.  Come antipasto prendo dei funghi porcini trifolati al sugo. La cosa innovativa, per me, è stato trovare l'alloro, sia cotto che crudo. Un sapore veramente diverso e da riproporre a casa. Cosa da non sottovalutare, è che tutti i piatti scelti sono esenti da aglio, a richiesta. E per noi la cosa è importantissima, dato che non gradiamo questo prodotto. Altro antipasto molto buono è stato un crostone con verdure grigliate, mozzarella e cotto.
Ma il top doveva ancora arrivare. Comunque dopo gli antipasti abbiamo voluto far recapitare i nostri complimenti a chi era in cucina.
Prendo una tagliata con rosmarino e pepe nero. Era una vita che non mangiavo una carne così buona e tenera. Sembrava un burro. Il tutto accompagnato da un misto di erbette ripassate in padella con olio e peperoncino. Precisamente cicoria e spinaci. Da bere siamo andati al calice, un rosso shiraz per me e un bianco non fruttato ma sapido per Carla.
Il titolare ci ha lasciato decidere con calma il dolce e alla fine ne abbiamo preso uno in due, cioè cheesecake ai frutti di bosco, con questi ultimi che sono stati ripassati nel padellino prima di essere serviti sopra il dolce. Buonissimo anche questo.
non avevo sbagliato, la serata è stata eccezionale. E questo grazie allo staff del Silla's Bistrò.