martedì 10 luglio 2018

"Magnapulia" - Via Giuseppe Garibaldi 37 - 70043 - Monopoli (BA)- Italia

Splendido fine settimana in Puglia. La nostra meta principale è stata Polignano. Abbiamo affittato macchina dall'aeroporto di Bari e con circa 30/40 minuti siamo arrivati a destinazione. Ma il mare è stato quello di Monopoli, precisamente Lido Colonia. Ci è piaciuto talmente tanto che ci siamo tornati anche il giorno dopo. Con pranzo annesso al ristorante. La sera il volo per Roma era alle 22,40. Allora un apericena ci sta tutto.
Si, ma dove? Andiamo a Monopoli, vediamo un pò questo piccolo centro della Puglia.
Un pò problematico il parcheggio, dopotutto è sabato pomeriggio.
Ci dirigiamo dalla parte del porto e con un pò di fortuna riusciamo a trovare due posti. Diciamo che quello della nostra macchina, è risultato un pò più difficoltoso, anche a causa di una signorina che, con fare un po' avventato, ci è passata avanti e ha occupato il posto che noi avevamo adocchiato in precedenza.
Detto questo, noi tutti del gruppo, dobbiamo ringraziare tale signorina, apostrofata anche in modo un po' colorito. Infatti alla fine è proprio grazie a lei, che siamo riusciti a essere interpreti principali di un apericena con i fiocchi, anzi molto di più.
Le chiediamo un posto valido per degustare un aperitivo e ci porta lei da Magnapulia.
Siamo otto, ci accomodiamo nella via laterale cioè Via San Angelo.
Dopo un pò arriva il titolare, ha un volto simpatico.
Ci propone il tagliere da un metro, pieno di cose gustose. Mi piace anche per la proposta enologica, infatti assaggiamo una malvasia nera veramente ottima. Per la precisione un Passaturo del 2016. Estremamente carico, un bel color porpora, con tannini delicati e una struttura imponente. La bottiglia è praticamente finita in un attimo.
Ma tutta la nostra attenzione è su quel metro di bontà. Affettati da favola, ma i formaggi sono spettacolari. La burratina, la ricotta, il caciocavallo, formaggi più o meno invecchiati, le composte che li accompagnano. Tra tutte quelle di arance. Le bruschette portate a parte, oltre il metro di bontà.
Che dire? Che ci dobbiamo tornare. Per prima cosa per riassaporare queste delizie e farlo con calma, infatti la restituzione della macchina all'aeroporto di Bari, ci ha fatto mangiare di fretta. E perché Monopoli è veramente bella, come non immaginavamo.
Per cui si ritorna da Magnapulia e stavolta si mangia senza correre.  

martedì 12 giugno 2018

Bunker Soratte - Viale Europa - 00060 Sant'Oreste - Roma

E' un bel sabato di maggio, la temperatura è elevata. Il sole scotta veramente, ma stando in altura l'aria fresca mitiga un pò.
Il bunker é luogo che mi ha colpito fin dalla prima volta che ne ho sentito parlare. E in questa giornata ho coinvolto un pò di persone, alla fine eravamo in otto.
Da Roma ci si impiegano circa 40/50 minuti. Insomma è abbastanza vicino alla Capitale.
Prenotato sei posti via mail e poi telefonicamente aggiunti due,  insomma una organizzazione certosina.
Non so per quale motivo, circa alle 23,45 del venerdi sera  mi viene in mente di dire a tutto  il gruppo di portare un giacchetto, in quanto all'interno la temperatura arriva a circa 10/12 gradi. Meno male, altrimenti avrei rovinato la visita a tutti.
Alla fine delle due ore di visita non vedevamo l'ora di uscire per sentire un pò di tepore sul nostro corpo
Arriviamo in orario, prendiamo i nostri biglietti e ci dirigiamo verso l'ingresso, ma prima diamo un'occhiata al negozio che vende ricordi del luogo.
Qualcuno del gruppo arriva sul filo di lana, ma per privacy evitiamo di fare nomi.
Entrata ore 10,30, direi abbastanza precisi, anche perchè alle 11 parte un altro gruppo.
Ci troviamo all'interno di una città sotterranea, composta da circa 4 chilometri di gallerie.
La nostra guida storica è un ragazzo preparato, magari non nei minimi particolari, ma comunque coinvolgente e con delle battute al momento giusto.
Dal 1937 al al 1943, per volere di Mussolini, in questo posto, non lontano dalla capitale, venne realizzato un rifugio antiaereo, grazie alla professionalità di coloro che lavoravano alla Breda Officine.
Dal settembre 1943, le forze di occupazione tedesche stabilirono la loro base proprio qui. Ci sono foto di ambienti che vennero trasformati Albert Kesselring, prima di abbandonare il bunker, diede ordine di minare e dare fuoco a tutto l'ambiente. Poi si narra che qui fu sepolto anche l'oro della Banca d'Italia, che non fu mai ritrovato.
in veri e propri appartamenti. Il bunker resistette anche al pesante attacco portato dalle forze alleate il 12 maggio 1944. Il  Feldmaresciallo
Dopo anni di abbandono, si decise di farlo diventare rifugio  antiatomico per tutelare l'incolumità del Presidente della Repubblica, nel periodo che va dal 1967 al 1972, cioè quello della guerra fredda.
Fortunatamente alcuni anni fa, grazie alla Libera Associazione Santorestese "Bunker Soratte", questo luogo ha ripreso vita e ha dato l'opportunità a molte persone, noi comprese, di poter effettuare una visita storico/politica molto interessante.



giovedì 26 aprile 2018

Trattoria "Pesci Fritti" - Via di Grotta Pinta 8 - 00186 Roma -

Una stupenda giornata primaverile tendente all'estate. Roma sa regalarti squarci e luoghi inaspettati.
I suoi angoli sono unici, ti fanno rimanere a bocca aperta. E dopo una mattinata all'hamman, una piacevole camminata è d'obbligo.
E' quasi ora di pranzo, ho un ristorante segnalato. Maps è in modalità fame, per cui azzecca subito la direzione.
Ma si sa, le sorprese sono sempre dietro l'angolo. E stavolta la sorpresa è positiva.
Vediamo un cartelle con su scritto "Pesci Fritti".
Il caso vuole che quel giorno avevo voglia di pesce fritto, nello specifico filetto di baccalà.
Il cartello indica la possibilità di menù a buffet. Decidiamo di entrare.
Sembra un tipico ristorantino greco e sta cosa mi piace da morire.
Scegliamo il tavolo e ci accomodiamo. Ci viene chiesto se volevamo scegliere a buffet o alla carta, alla fine optiamo per la seconda scelta. Le proposte sono veramente interessanti. Ma io voglio solo fritto e nell'attesa arriva un bel cestino con pani particolari e un calice di vino bianco, un gewurztraminer, aperto proprio per l'occasione.
L'ambiente è veramente piacevole e rilassante. Dopo un po' arrivano i nostri piatti, cioè una gran frittura di moscardini, calamari, gamberi e pescato del giorno e un cartoccetto di frittini, pesce e vegetali. Il colore chiaro dei prodotti dimostra l'ottima qualità della frittura, non solo a livello visivo.
Piatti veramente abbondanti, ma quel giorno avrei  mangiato molto di più, perché la frittura era da oscar.
Ho visto passare anche altre pietanze  veramente interessanti, tra cui un  piatto di spaghetti alle vongole che si mangiava con gli occhi. E infatti questo piatto, è uno dei più gettonati nei commenti positivi che si leggono su internet.
Un bel caffè chiude questo delizioso incontro culinario, che è tale anche per la simpatia di colui che ci ha servito.
E per chiudere degnamente la giornata, scopriamo un posto di Roma assolutamente sconosciuto a tanti, cioè il Passetto del Biscione, che collega Via di Grotta Pinta, dove si trova il locale, con Piazza del Biscione,  a pochi passi da Campo de Fiori.

venerdì 23 marzo 2018

Museo Cappella Sansevero - Via F. De Sanctis 19/21 - 80134 - Napoli

Senza alcun dubbio, uno dei più bei luoghi che abbia mai visitato. E fino a non molto tempo fa, non ne ero a conoscenza.
Negli ultimi tempi, per gite di piacere, è la terza volta che vengo a visitare Napoli. E finalmente, la terza, è la volta buona per visitare il Cristo Velato.
Napoli ci ha accolto con la pioggia, che è durata quasi tutta la giornata. Arriviamo in Via De Sanctis 19, fortunatamente non c'è fila. Acquistiamo il nostro biglietto di ingresso e ci dirigiamo verso l'ingresso, dove prendiamo l'audio guida. Devo dire molto utile, la quale ha spiegato molto bene tutto ciò che si trova all'interno del Museo, con particolare cura nei confronti del CristoVelato.                                                                                                                                                                                                           
Ma andiamo con ordine.
Questo gioiello dell'arte barocca, coniuga bellezza e mistero, creando un'atmosfera unica.
Fu fondato alla fine del Cinquecento da Giovan Francesco di Sangro, ma soltanto fra il 1740 e il 1770 vide la luce l'affascinante progetto , grazie a Raimondo di Sangro, settimo principe di San Severo.
Il principe volle realizzare un mausoleo nobiliare, in cui risultasse evidente la sua personalità di mecenate, letterato, editore e Gran Maestro della Massonerai del regno di Napoli.
Nel 1749 vide la luce la prima opera voluta dal principe, cioè la Gloria del Paradiso, la quale si trova sulla volta. I colori di questa decorazione furono inventati proprio dall stesso Raimondo di Sangro.
Ttra le altre opere in visione, troviamo la Pudicizia e il Disinganno, , la prima ad opera di Antonio Corradini, la seconda di Francesco Queirolo.  Le Macchine Anatomiche di Giuseppe Salerno, donano alla Cappella Sansevero quella dose di enigma, che rendono la struttura uno dei più monumenti che l'ingegno umano abbia mai concepito.
Considerazioni a parte merita l'opera di richiamo per la maggior parte dei turisti, cioè il Cristo Velato.
E' un'opera talmente bella, che il Canova scrisse, che pur di appropriarsi del Cristo, avrebbe rinunciato volentieri a dieci anni della sua vita.
E' grazie a Giuseppe Sanmartino che l'opera vide la luce, ma probabilmente, è grazie ai poteri esoterici del Principe Raimondo di Sangro, che il velo, pur essendo di marmo, sembra quasi vero, soffice e delicato. Infatti un liquido di sua invenzione aveva la capacità di solidificare tessuti e anche organi del corpo.
Il museo è visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 09 alle 19.

venerdì 16 febbraio 2018

"Totò Genio" - Museo di Roma in Trastevere - Piazza S. Egidio, 1/b - 00153 Roma

E' un bel pomeriggio romano, il sole scalda la città. Dopo aver scoperto Don a Trastevere e preso un caffè al bar San Callisto, ci dirigiamo nel luogo , che fin dal primo momento, era il nostro appuntamento da non perdere, anche perché tra una settimana non ci sarebbe più stato.
Parlo della mostra dedicata al grande Totò. Si trova al Museo di Roma, in Trastevere.
Se sei nato a Roma e possiedi, tra le altre cose, un abbonamento metrebus, il biglietto costa 7 euro e 50 centesimi.
A cinquanta anni dalla sua comparsa, viene reso omaggio a uno dei più grandi artisti del panorama mondiale.
C'è molto di personale in questa mostra. Forse è meglio dire c'è molto di privato. La sua vita di attore e non solo. Il suo matrimonio, la sua nuova vita e la morte da concubino.
I suoi rapporti con gli artisti dell'epoca. Le toccanti parole di Pasolini e Peppino de Filippo.
La cecità che lo ha colpito proprio mentre recitava sul palco e in quel
preciso istante era presente, solo a causa di una sostituzione per infortunio, l'amore della sua vita, cioè Franca Faldini, che rimase con lui, fino alla sua morte datata 1962. Furono quindici anni intensi, dove Totò faticò non poco prima di riuscire ad avere la totale fiducia di lei. Purtroppo persero anche Massenzio, il figlio perì durante il parto. E lei stessa, rischiò la sua vita.
Nei suoi trenta anni di cinema, ha interpretato ben 97 film e quasi tutti da protagonista.
Per ciò che concerne il teatro, sono presenti i suoi più importanti abiti di scena.
Durante il percorso della mostra, ci sono vari video che narrano le gesta artistiche più importanti del Principe Antonio de Curtis. La poesia "'A livella", mostra anche l'arte nel saper scrivere poesie.
Nella sua vita, il titolo nobiliare fu cosa molto importante. Nel 1933 iniziò a rivendicare la sua appartenenza ad un ramo dei de Curtis,
precisamente dei Ferrazzano. La causa di riconoscimento durò fino al 1951, anno della sua vittoria. E proprio in ragion di questa vittoria, fece erigere la cappella gentilizia, ove tutt'ora riposa.
Queste sono solo alcune delle cose che si possono trovare nel percorso della mostra. Una mostra che vi impegnerà per circa 90 minuti. Con le sue foto, i suoi audio, i disegni e le pubblicità da lui interpretate.
Oltre alle varie notizie sulla sua vita di tutti i giorni.

giovedì 28 dicembre 2017

Ristorante "Borsari 36 " - Corso Porta Borsari 36 - 37121 - Verona

E' l'otto dicembre. Il freccia rossa ci ha lasciato da poco in stazione. Il tempo di posare i bagagli ed eccoci pronti a trovare il nostro luogo per il pranzo. Verona è una città elegante, l'albero di Natale è molto bello. Le luminarie arredano con gusto il salotto della città. Ora ci troviamo nel centro della città scaligera, Via Borsari. Il civico è il 36. Siamo un pò titubanti se entrare, perchè non sembra l'ingresso di un ristorante. Sarà invece l'ingresso di un luogo che ci lascerà a bocca aperta. Probabilmente non siamo vestiti nella maniera migliore per tale location, ma siamo turisti arrivati da Roma, senza avere nessuna idea del luogo.
Si entra al civico e ci si trova in un  cortile, che immagino nel periodo estivo sia sfruttato in maniera differente. Da una parte l'ingresso dell'hotel Victoria , di fronte il ristorante.
Entriamo e capiamo subito di essere entrati in un luogo che non ci deluderà. Lasciamo i nostri giacconi al personale preposto e ci accomodiamo al nostro tavolo.
Una musica di sottofondo accompagna l'ambiente ovattato della sala.
La cucina è a vista e la cosa mi piace molto. Mi piace vedere con che maestria e serietà preparano e impiattano le pietanze.
Ordiniamo da bere, un'acqua mossa e una ferma. Ordiniamo anche le nostre portate, ma prima di esse arrivano una serie di finger antipastini molto graditi, accompagnati da una bevanda alla caprese.
Anche la zuppa di zucca era veramente buona.
L'ambiente aiuta la conversazione. Però io rimango a guardare con occhi incantati quella cucina a vista.
E vedo come viene creato il mio uovo di Paolo Parisi all'amatriciana. E' quasi un peccato romperlo. Ma il gusto è veramente superiore. Mai avevo provato un piatto del genere.  Il pane nel rosso dell'uovo
accompagnato con il guanciale croccante è qualcosa di unico. Qui si mangia anche con gli occhi.
Le porzioni sono giuste.
Come gli gnocchi di baccalà, peperoni e olive nere.
Sarà che io adoro il baccalà e questo piatto li esalta nella loro interezza. I sapori si sposano nella maniera migliore.
Ci siamo dilungati perchè siamo stai veramente bene. Siamo rimasti solo noi e vedere con che cura viene pulita la cucina e si iniziano a predisporre i prodotti per la cena, da il segnale di quanto ci si trovi in un luogo top. Da stella Michelin? Questo non lo so, non sono in grado di poter fare questa valutazione. Ma forse la cosa più importante è che il cliente esce soddisfatto e con il sorriso. E noi ci usciamo.
Per ultimo ci viene servito un dolce. E il conto, in linea e giusto con quello che abbiamo mangiato e con il servizio offerto, ci viene presentato dentro una pentola mini.