mercoledì 20 dicembre 2017

Napoli sotterranea - Piazza San Gaetano 68 - 80138 Napoli


C'è un modo diverso di conoscere e guardare la città partenopea. Ed è quello di vederla nelle sue fondamenta. Vederla a 40 metri di profondità, andando indietro nel tempo e arrivare fino ai giorni nostri.
I primi scavi risalgono a circa 5000 anni fa. In data successiva furono i greci a entrare prepotentemente nella storia sotterranea, portando via molto tufo per la costruzione dei templi.  E facendo questo ebbero modo di costruire molti ambienti, che utilizzarono come ipogei funerari. Il primo in assoluto fu trovato sotto la chiesa di Santa Maria del Pianto.
Il loro intento, poi portato a termine, era quello di costruire, con tutto il materiale tufaceo prelevato, la
città di Neapolis.
Gli scavi proseguirono con i romani, che unirono i vari ambienti con delle gallerie dando luogo ad un importante acquedotto.
Intanto la superficie della città e il numero degli abitanti cresceva e allora quell'acquedotto non bastava più. Cosi grazie ad un facoltoso personaggio, detto il Carmignano, si poté costruire un nuovo acquedotto.
L'epidemia di colera del 1884, che causò migliaia di morti, fu la causa della chiusura dell'impianto nell'anno successivo, in quanto la permeabilità del tufo, fece infettare anche le acque del sottosuolo.
Da allora furono interrotti tutti gli scavi e scemò anche l'importanza di questa opera fluviale.
Ma con la seconda guerra mondiale, venne riscoperta l'importanza di questa città sotterranea, infatti gli ambienti fungevano da valido scudo contro i bombardamenti. E rivestì una grande importanza anche durante le quattro giornate di Napoli.
Purtroppo molti luoghi non possono essere visitati in quanto ormai coperti totalmente da detriti.
La visita dura circa 90 minuti ed è accessibile da tutti. C'è solo un tratto che viene definito "facoltativo", per chi soffre di claustrofobia, in quanto si cammina, con una candela in mano, in cunicoli stretti e talvolta bassi.
Durante la visita, è possibile vedere  gli orti ipogei,  dove vengono coltivati, in particolari condizione climatiche, piantine di basilico. Crescono solamente grazie all'alto tasso di umidità.