lunedì 21 dicembre 2015

Enoteca Colombo - Via Cesare Federici, 9 - Roma

Che dite, ci vogliamo vedere prima di natale? Ma si, siamo i soliti noti. Dovremmo essere quattro, ma alla fine le preferenze calcistiche la hanno vinta sulla serata enoculinaria. Mi metto alla ricerca di qualcosa di interessante dalla parti della Montagnola o quartiere Ardeatino. Dopo un accurato studio dei locali della zona, non posso che proporre due soluzioni. Alla fine, dato che una già la avevamo assaggiata, optiamo per la nuova. E devo dire che l'Enoteca Colombo è andata alla grande. E' scattata la famosa scintilla. Ricorda un pò un bistrot di Parigi. Il locale è a dimensione umana. Come al solito, anche se abita a poche centinaia di metri, arriviamo prima noi, l'altro è Alfredo. Io e Alfio ci accomodiamo e iniziamo a guardare le bottiglie all'interno dell'enoteca. Tutto molto interessante. Direi notevoli anche i distillati. Da sottolineare che è affiliata Bernabei, una garanzia. Su una parete con una grande lavagna, sono esposti i piatti, che poi si trovano anche nel menù. Nel frattempo scegliamo il vino direttamente tra quelli esposti per la vendita, un Valpolicella Classico Platonico 2014. Nella mia personale valutazione 4 stelle su 5. Direi buono. Avanza anche la fame, così decidiamo di ordinare, oltre la bottiglia, anche verdurine fritte e patatine tipo cric croc. Molto buoni i fritti e presentati dentro cestini. Arriva anche il ritardatario cronico, cosi possiamo scegliere i piatti. Alfio prende gnocchi con speck e carciofi, mentre Roberto ed io andiamo sull'amatriciana con anduja. E qui, come al solito, sorge l'annoso problema della cipolla, che ci accompagnato anche nella nostra vacanza germano/polacca. Roberto è allergico a livello di stirarci le zampe. Al che il titolare, se lo è guardato un pò meravigliato, dichiarando con giustezza, che l'amatriciana non contempla la cipolla. Però per avere ulteriore conferma, chiede al cuoco, che nega qualsiasi presenza di cipolla. Come non ce ne è nella strepitosa parmigiana di melanzane con pesto di pistacchio. Ne prendiamo due e ci mangiamo in tre. Roberto evita anche il lavaggio del piatto, scarpetta che toglie qualsiasi macchia di sugo. 
L'amatriciana con l'anduja è stata veramente notevole, infatti abbiamo fatto i complimenti al cuoco. Anche Alfredo è rimasto entusiasta del suo piatto.
Ambiente veramente soft, ideale per un aperitivo, ma alla grande anche per una cena.
Alla fine una buona grappa morbida ha chiuso la serata.
prezzo molto buono, se non ricordo male 25 euro a testa.
Solo un piccolo appunto, ma dovuto solo al fatto che non rientra nella cultura italiana, capire  che il prezzo del vino da asporto, non può essere uguale a quello che viene servito al tavolo. Forse basterebbe mettere un doppio prezzo e l'eventuale equivoco sarebbe risolto.
Prima di andare via, breve giro tra i distillati e ecco apparire il famoso whisky 8 years old Nikka, giapponese e campione del mondo. Incredibile.
Questa era solo una piccola digressione e soprattutto la perfetta conclusione di una cena buona nel sapore e bella, come al solito, nella compagnia.