venerdì 30 ottobre 2015

L'Aquila, una città devastata e devastante

 
Questo vaso simboleggia in maniera esaustiva cosa è attualmente L'Aquila. Quel vaso si trova in una delle zone in cui non è possibile arrivare. Noi ci siamo trovati li per caso, infatti poco dopo ci hanno detto che non potevamo stare. E allora quel vaso, presente dalla sera del terremoto, che forse si è mosso solo grazie al vento e alla pioggia, vuol   significare che è rimasto li per essere rimesso nella sua posizione naturale. Al più presto.Vedere questa città con qualche negozio aperto e tutta imballata, perchè la sicurezza è la cosa principale, ti mette addosso una tristezza e una magone che non ti lasciano.
Hai voglia di far qualcosa, di aiutare questa città e tutta la sua popolazione a rinascere. Ma è tanto difficile. Arrivando dall'autostrada si vedono soltanto gru. Sembra una città della Silicon Valley. Mi ha colpito molto il fatto di aver visto solo due cani in tutto il nostro trascorrere nella città. Uno dei due, di un bianco che non era bianco, stazionava stancamente davanti all'unico macellaio aperto. Si è fatto coccolare e accarezzare. Un altro invece, che di bianco non aveva proprio più nulla, era stravaccato e stanco davanti all'ingresso della banca.


Ci siamo fermati in un negozio che vendeva prodotti locali e abbiamo preso il torrone più noto della zona, oltre a altre leccornie varie. Il titolare ci ha detto che se non compriamo noi turisti o gente  di passaggio, la città non riprenderà a vivere.
Cosi è da quel 6 Aprile il negozio delle Sorelle Nurzia. E come questo locale, quasi tutti gli altri e le abitazioni del centro.


Aiutiamo a rinascere a questa splendida città. Ognuno, nel suo piccolo, può farlo.

lunedì 26 ottobre 2015

San Francisco - I leoni marini a Pier 39 - Lombard Street -

video
Pier 39 o Molo 39 che dir si voglia, è una delle attrazioni più interessanti e divertenti di San Francisco. Sicuramente divertenti per la presenza degli attori di strada ma, soprattutto, dei famosi leoni marini, che non mancano di regalare sorrisi a grandi e piccini.
La zona è piena di negozi e di posti divertenti. I locali non mancano, probabilmente i migliori sono quelli in cui si mangia. E anche qui è presente il mitico Bubba Gump
con la sua famosa frase.
Arriviamo a Pier 39 dopo aver visitato Alcatraz, la giornata è veramente calda. Dopo aver mangiato, riusciamo anche a trovare un Illy Caffè, quasi con lo stesso sapore e profumo di quello italiano.
Però San Fransisco, è anche cable car, cioè il mitico tram che sale e scende per le impervie strade della città.
E' bellissimo stare attaccati fuori e respirare l'aria salmastra che proviene dal porto. E a un certo punto, il bigliettaio inizia a cantare. Siamo quasi arrivati alla nostra fermata, che è poi quella più gettonata, cioè quella di Lombard Street.

Qui siamo nella parte finale della strada, dove otto curve sono una vicinissima all'altra e la rendono ancora più spettacolare.
Da notare che essendo la strada più tortuosa del mondo, il limite di velocità è di appena 8 km orari.
scendendo a piedi, pensavo a quello che passano coloro che abitano li, lungo il pendio. C'è sempre un caos incredibile e entrare nei loro parcheggi privati è sempre problematico.
Oggi è l'ultima sera a San Francisco. Domani inizia una parte diversa di questo viaggio, sicuramente più avventurosa e stancante. La nostra auto ci attende. Ci attendono anche molte miglia da percorrere, ma il bello di un viaggio è la voglia di vedere e scoprire cose, che probabilmente solo in un  angolo di un cassetto tenevamo nascoste. E ora questo cassetto si sta per aprire.






venerdì 16 ottobre 2015

La solitudine di Alcatraz - San Francisco

Quando ti avvicini con l'imbarcazione, capisci che la terraferma  era veramente vicina per chi, dall'isola, agognava di arrivarci per mezzo di una evasione.
L'importante è prenotare tre mesi prima, perchè posti liberi per visitare la mitica prigione, non ce ne sono. Noi siamo andati al primo turno del 16 Agosto. Alle 8,45 è salpata dal molo e alle 09 eravamo sull'isola.
Giornata caldissima già al mattino e un volontario che ci spiega, logicamente in divisa ufficiale, cosa è stata Alcatraz e cosa ha rappresentato fino alla chiusura avvenuta nel lontano  1963.
Dopo una breve camminata, in salita, raggiungiamo il punto esatto dove entrare e prendere le nostre audioguide, fondamentali a dir poco, perchè è proprio grazie alla narrazione che posso dire che questa visita guidata è stata la più interessante in assoluto del viaggio.
Vedere l'interno fa un certo effetto, sentire in sottofondo le voci dei condannati, rende tutto più reale. Le celle sono rimaste come erano, l'essenzialità è la cosa che balza subito agli occhi. E allora capisci in maniera assoluta, che la libertà non ha prezzo.
 E questo è il luogo che ricordo di aver visto in svariati film, il famoso cortile dove i carcerati passavano la loro ora d'aria. Ed è proprio lui. Mi fermo e scruto in lontananza la baia di San Francisco. E allora cerco di capire cosa poteva passare in testa a gli ospiti del carcere, dato che la terraferma era proprio davanti a loro, a poche miglia.
 
Per la maggior parte di loro, la fuga era l'unica cosa che avevano in mente. E niente e nessuno potevano dissuaderli dal tentativo. Solo tre riuscirono ad evadere dal carcere, ma probabilmente morirono nelle gelide acque dell'Atlantico. Altri morirono durante i tentativi di fuga, insieme anche alle guardie penitenziarie. 
La visita dura circa due ore e termina nella sala mensa, la piu pericolosa in assoluto, quella dove il contatto fisico  era il più pericoloso. Ma prima si passa per il parlatoio e per la stanza dei direttori. Stanza che fu definitivamente chiusa nel 1963.


martedì 13 ottobre 2015

Ristorante Locanda " Dal Sor Francesco" - Cura di Vetralla - Viterbo - Italia

E siamo quelli di Barcellona. Chi sono quelli di Barcellona? Beh magari lo spiego un'altra volta. Un bel gruppo di cazzari, che si divertono e rendono una giornata normale, in una giornata speciale. Speciale perchè nella più assoluta normalità, riusciamo a divertirci e a rilassarci.
Oggi giornata dedicata al sano rilassamento alle Terme dei Papi a Viterbo. la piscina termale, molto calda, ci ha tolto un pò di forze, abbassato la pressione e allora, per ovviare a questa situazione, dato che siamo persone previdenti, abbiamo fatto prenotare a Camillone, dar Sor Francesco.
E' il periodo dei funghi porcini, qui sono eccellenti a dir poco. Siamo in nove.
Chi più chi meno riesce a vedersi in questa foto.
Ma torniamo al motivo del post. Cioè il pranzo. Mangiata fenomenale a dir poco. Tranne uno, che non mangia funghi porcini, tutti abbiamo scelto il menù A, tutto a base del prodotto in questione.
Il vino è stato oggetto di una attenta valutazione da parte di Alfredo, dove il dito si è posato la scelta è stata effettuata. Abbiamo bevuto un ottimo Castioglionero Trebotti. Tre è anche il numero delle bottiglie

 E finalmente si parte con il menù A. Arriva un antipasto con due bruschette con funghi porcini, ma soprattutto un'insalata con scaglie di parmigiano Reggiano invecchiato 36 mesi, funghi porcini crudi e rucola. A seguire fettuccine con funghi porcini. Alla fine arrivano funghi al forno con patate e funghi fritti. Devo dire che la scelta tra il miglior piatto se la disputano l'insalata e i funghi al forno con patate. insalata the winner, al termine.
Il pranzo è anche allietato da una breve spiegazione su come degustare i distillati, nello specifico grappa di mosto. Un pò troppo dolce per i miei gusti. Armagnac notevolmente migliore.
Buoni anche i dolci, ma io ho preferito il digestivo.
Come al solito giornata bellissima, ci siamo divertiti e  abbiamo mangiato alla grande.
Ricordandoci che la prossima sarà sempre la più bella e che dal Sor Francesco ci torneremo.
 

venerdì 9 ottobre 2015

San Francisco e la magia del Golden Gate Bridge

E, quando dopo tanta fatica riesci a salire sul ponte e percorrerlo in bicicletta, quando il vento ti sposta da una parte, quando vedi il sole tramontare, solo in quel momento riesci a gustare la bellezza e la magnificenza del luogo. Partire con le biciclette, attraversare il parco che si estende lungo il percorso per arrivare in cima, è veramente bello e molto faticoso, per chi come noi non è avvezzo alla pedalata, tranne Mirco. Il sole è ancora alto quando iniziamo la nostra pedalata che ci condurrà in cima.
Ma siamo ancora un pò distanti dalla cima. La temperatura inizia a cambiare, è come se il vento che troveremo sul ponte, ci vuole dare un assaggio della sua forza. Mirco è l'apripista, quello che sa dosare meglio le forze. In lontananza vediamo Alcatraz.
Sarà la meta del giorno successivo. E saranno due situazioni una piu bella dell'altra. Ormai siamo quasi in cima e quando arriviamo il tramonto ci vuole regalare colori che faccio fatica a dimenticare.
Siamo arrivati, percorrere i due chilometri in bicicletta e fermarsi ogni tanto ad ammirare il panorama, è cosa non per tutti. Molti attraversano il ponte a piedi, ma secondo me noi abbiamo fatto la scelta migliore.
Lo percorriamo in tutta la sua lunghezza, andata e ritorno. Il vento sopra rischia di farti cadere svariate volte. Le macchine corrono veloci e in alcuni punti, piu riparati, si notano gruppetti di persone che si riposano o semplicemente ammirano quello che c'è intorno.
La via del ritorno ci porta in avvicinamento ai punti panoramici, quelli dove la foto è d'obbligo.
Vedere il ponte in tutte le sue angolazioni ci porta a dire una cosa " Ma una foto tutti insieme?" Soprattutto dopo la fatica con le due ruote.
Accidenti ma qui manca qualcuno
E dopo le foto, inizia il nostro percorso di rientro verso la base per la riconsegna delle biciclette, in zona Pier 39.
Non prima di voltarci svariate volte per cercare di cogliere un momento particolare di questa avventura, un'immagine che possa rendere ancora più speciale questa giornata.

Questa è l'immagine, insieme ad un'altra, che rimangono impresse nella mia mente.
Grazie San Francisco, di averci regalato una giornata unica, sia dal punto di vista meteo, che da quello della bellezza.


mercoledì 7 ottobre 2015

San Francisco - Le sette sorelle - Golden Gate Park - Golden Gate Bridge - Chinatown -

San Francisco è bella, oggi è Ferragosto. La nostra colazione la consumiamo da Starbucks, ottimo per i ragazzi in quanto il wifi è gratuito. Inizia la nostra avventura, la nostra prima tappa sono le Sette Sorelle, case in legno di epoca vittoriana, tutte colorate e una diversa dall'altra. Per arrivare si inizia a salire e allora mi riviene in mente il telefilm " Per le strade di San Francisco".
La giornata è calda ma il panorama è stupendo. I colori di queste case mi ricordano quelle di Edimburgo

Passiamo davanti all'università e ci apprestiamo a raggiungere il Golden Gate Park,  il polmone verde all'interno della città. E' probabilmente un modo di vivere la città che negli States è normale. E' paragonabile come grandezza a Central park. Si vedono tante famiglie nel parco. Al suo interno si trova il Conservatorio dei Fiori, in pratica un enorme giardino botanico con  moltissimi esemplari di fiori.
Il giardino del te giapponese, Japanese Tea Garden, noi lo abbiamo visto da  fuori, perchè gli americani sono grandi nel marketing, ma otto dollari a testa per visitare il giardino, ci sembrava un pò esagerato.
E' veramente grande e il sole picchia in maniera assurda. Finalmente decidiamo di mangiare qualcosa, anche per riprendere un pò di fiato dopo una mattinata intensa.
Prendiamo l'autobus per circa 13 fermate. E' una piccola oasi, in quanto la temperatura è veramente alta e dentro con il climatizzatore si sta alla grande. Arriviamo in zona Golden Gate Brigde, dove decidiamo di affittare le biciclette. Qui succede una cosa spiacevole di cui ce ne accorgeremo meglio nei giorni successivi. In pratica coloro che ci hanno affittato le bici, hanno bloccato ben 600 dollari sulla carta di credito per piu di 7 giorni. Nonostante avessimo restituito le stesse in ottime condizioni e il pagamento fosse avvenuto solo dopo la restituzione delle stesse. Per cui direi di evitare questo noleggiatore, dopotutto ce ne sono parecchi in zona Blazing Saddles Bike rentals and Tour. e qui inizia una delle più belle avventure di questo viaggio, percorrere il  Golden Gate Bridge in bicicletta. Ma questo sarà approfondito in un post speciale. Il parco è grande, la pista ciclabile tenuta bene e rispettata dai più, nonostante ci fosse un concerto per giovani, dove l'alcool scorreva a fiumi.

Pedalando in lontananza si vede Alcatraz, la più bella visita guidata di questa vacanza. E anche per Alcatraz ci sarà post esclusivo
E' quasi buio quando riconsegnamo le biciclette. Ci avviciniamo al fatidico Pier 39, luogo pieno di gente, sembra di essere a Rimini. Tutti i negozi sono in mano ai cinesi, ma stasera mangeremo il più buon Cioppino della vacanza. Il ristorante è diviso in due parti, sotto c'è la panetteria e tavoli tipo fast food, al piano superiore troviamo il ristorante con un museo dedicato alla famiglia che detiene la proprietà del locale, cioè la famiglia Boudin. Il locale Bistrò Boudin, è uno di quei posti a cui non puoi mancare se vai a San Francisco. Ma cosa è il Cioppino? Una zuppa di pesce, con all'interno un granchio buonissimo contornato da una quantità esagerata di pescato. Fenomenale.
Prendiamo l'autobus per rientrare al nostro albergo. Mi è rimasto impresso il perfetto funzionamento delle pedane per i disabili, in quanto due persone sono salite quella sera sul mezzo. Scendiamo proprio dietro all'Omni Hotel, cioè nel pieno della Chinatown di San Francisco. Qui si registra la più grande comunità cinese degli Stati Uniti e non solo. Ci sono solamente negozi in mano a loro e anche le entrate dei palazzi ricordano la Cina.
Giornata stancante ma bellissima. Domani sveglia molto presto, la visita a San Francisco continua.


venerdì 2 ottobre 2015

Da New York a San Francisco






Lascio New York nella consapevolezza che un giorno ci tornerò. Mi è piaciuta proprio tanto, tra i suoi casini e il mio stare con il naso all'insu'. Tra la difficoltà per imbarcarsi all'aeroporto e la concreta possibilità di perdere il volo a causa di un'autista demente. Questa è New York, ma niente mi farà dire che non ci tornerò. Il nostro volo per San Francisco, parte con un leggero ritardo, fortunatamente direi, ma all'annuncio già avevano precisato che il tutto sarebbe stato recuperato durante il volo. Un volo che dura sei ore e ci porta a passare da un fuso orario di sei a nove ore dall'Italia. I sedili dell'American Airlines sono più comodi della British. Alla fine tra foto dal finestrino di cose che non ho capito cosa siano, forse invasi di acqua piovana, un sonnellino e una chiacchiera, il tempo passa.

Atterriamo a San Francisco in orario. Aeroporto che nulla a che vedere con il JFK, molto più a dimensione umana. Come lo è sicuramente San Francisco.  La temperatura è differente rispetto al mattino a New York. L'aria è più fresca, si sente il vento dell'Oceano. Serve un giacchetto. Ma è solo una serata un po più fresca. I giorni successivi saranno da allerta meteo per il caldo. Certo questi autisti di pulmini sono tutti un po particolari. Il nostro rideva continuamente da solo. Si è sbagliato e ci ha portato a d un albergo diverso da  quello prenotato. Prontamente avvisato ha continuato a ridere e alla fine ha azzeccato la destinazione. Omni Hotel, uno spettacolo di albergo. Abbiamo scelto veramente bene.
Scaricati i bagagli, siamo andati a cena in un ristorante spagnolo sito nelle vicinanze e prenotato in precedenza.
Da domani siamo pronti a visitare questa città, che non deluderà nulla di quanto ci avevano detto.